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La Fonoteca Nacional italiana, suprimida

Remitido | Roma
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El famoso -en Italia y ya en el extranjero- Decreto Ley 95 que revisa o más bien reduce radicalmente los gastos culturales italianos ha provocado ahora la supresión del Istituto centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (antes llamado Discoteca du Stato). Este recorte ha desencadenado una gran indignación en el mundo cultural italiano, ya que desde su creación en 1928 esta fonoteca nacional había recogido la documentación sonora y audiovisual italiana convirtiéndose en "la memoria histórica oral de nuestro país", según el comunicado de la Asociación de Bibliotecas Italianas (AIB).

Esta asociación, que encabeza las protestas, va a presentar al ministro Ornaghi un proyecto de una Biblioteca Nacional Italiana que incluya las dos bibliotecas nacionales de Roma y Florencia, el Instituto Central del Catálogo Único, el Instituto Central de Bienes Sonoros y Audiovisuales y el Instituto Central para la restauración y conservación del patrimonio archivístico y bibliotecario.

La AIB ha organizado además una petición de firmas por internet, al que esperan se adhiera el máximo número de individuos e instituciones de todo el mundo. Para firmar el texto abajo indicado, se debe escribir a la dirección nonchiudiamoicbsa@yahoo.it poniéndo como asunto Sottoscrizione appello y los datos personales o de la institución a la que se representa.

Il testo dell'appello

L'Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (ICBSA) è stato soppresso con il decreto legge 95 del 6 luglio 2012

L'Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (ICBSA), già storica Discoteca di Stato- Museo dell'Audiovisivo, non c'è più

CI CHIEDIAMO

Perché nel testo di un dispositivo legislativo finalizzato a reali risparmi a livello nazionale viene espressamente nominato un Istituto storico, unico nel nostro paese, che non ha auto blu, non effettua alcuno spreco di denaro pubblico, con un budget ridotto a livelli di sussistenza?

Perché contemporaneamente si ritiene di istituire un nuovo organismo di Istituto Centrale Sperimentale di cinematografia i cui costi prevedibili saranno incomparabilmente maggiori per le pubbliche finanze e che nulla hanno a che vedere con la tutela e la valorizzazione della nostra memoria sonora ed audiovisiva?

Perché il Ministero per i Beni e le Attività Culturali negli ultimi 10 anni ha promesso uno sviluppo dell'ICBSA (già Discoteca di Stato-Museo dell'Audiovisivo) spendendo milioni di euro per la nuova sede dell'Istituto a Palazzo della Civiltà Italiana all'EUR e ne cancella oggi le attività in modo immotivato ?

Perché non si considerano le funzioni, le competenze e le iniziative svolte dall'Istituto Centrale , tutte verificabili e riconosciute, ed alcune delle quali essenziali come il Deposito Legale dei beni sonori ed audiovisivi (L. 106 del 2004)?

Perché si annullano decine di collaborazioni con università, enti ed istituzioni culturali, anche a livello internazionale, a cui l'ICBSA ha sempre dato una disponibilità istituzionale, culturale e civile non comuni ?

Perché dimenticare uno straordinario patrimonio di quasi 500.000 supporti che mai come oggi riveste una specificità e un interesse, peraltro segnalato, a suo tempo, anche dall'Unesco nel progetto Memoria del mondo"?

Chi e come assolverà ai compiti di tutela e valorizzazione del patrimonio sonoro ed audiovisivo vista la soppressione dell'Istituto e la legittima vocazione cinematografica del nuovo Istituto Centrale?

Sono alcune domande per le quali si attende una risposta.

La convinzione è che la soppressione dell'ICBSA sia un nuovo, grave colpo alla conservazione della memoria ed alla diffusione della cultura nel nostro Paese.

Sottoscrivere questo documento sarà un aiuto per richiedere la revisione del decreto di soppressione

PER SOTTOSCRIVERE L'APPELLO INVIATE UNA E-MAIL ALL'INDIRIZZO:

nonchiudiamoicbsa@yahoo.it

CON ALL'OGGETTO "SOTTOSCRIZIONE APPELLO" E NEL TESTO NOME E COGNOME O NOME DELL'ISTITUZIONE, ENTE, ASSOCIAZIONE CHE SI RAPPRESENTA



Este artículo fue publicado el 16/07/2012

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Comentarios:
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Funcionario 16/07/2012 11:58:10
Si dejaran de pagar disparates a los artistas y managers, no tendrían que cerrar la fonoteca.


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